Febbraio 2010
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AUTO-DETERMINATION
la manière de
la manière de ma de maman
la manière de maman de s’asseoir
sa manie de s’asseoir sans moi
sa manie de soie sa manière de oie
oie oie oie le soir
de s’asseoir le soir sans moi
la manie de la manière chez maman
la manie de soi
le soir là
de s’asseoir là
de s’asseoir oui! de s’asseoir non! le soir là
là où la manière de s’asseoir chez soi sans moi
s’asseoir à la manière de
à la manière d’une oie en soie
elle est la soie en soi oui! oui et non!
la manie et la manière de maman de s’asseoir chez soi
sans moi
s’asseoir chez soi chérie! chez soi et toute seule chérie!
le soir à la manière d’un cheval
s’asseoir à la manière d’un cheval et d’un loup
d’un châle-loup ô chérie!
ô ma chaloupe de soie! ô! oui! s’asseoir non!
s’asseoir le soir et toute seule chez soi ô! non et non!
manière de s’asseoir sans moi chez soi
sans moi sans chez ô chérie!
c’est une manière chérie!
une manie de
une manie de la manière de
manière de s’asseoir chez soi sans chaise
s’asseoir sans chaise c’est ça!
c’est une manière de s’asseoir sans chaise
Fino all’ultimo ho lasciato là due scatole di libri (semino sempre libri nelle case abbandonate) e ieri, poco prima di andare dal notaio, son passato di là, mi son seduto per terra e li ho sfogliati, mi son preso quelli che avevan ancora qualcosa da dire: una firma, un segno di penna, una cartolina a mo’ di segnalibro … L’idea che mio padre li avesse letti, che mia madre li avesse spolverati.
Gli altri li ho abbandonati lì.” —CASE - via scuola serale torino (via ferrugnonudo)
Ora non ricordo se fu Montreal o se fu Lewis ma questo è intrascendente. Lo importante è che correvamo impazziti io e il figlio del vento, lui ha le gambe così lunghe che all’inizio fu un seccato sistemarle in mosse olimpiche.
Certo che sempre subito c’è uno che deve venire a restaurarti il reale, sempre, ogni giorno più presto accade. Stai più o meno felice correndo a Dio senza dare troppo fastidio in torno, pensando, tu guarda, Montreal, io e Lewis.
Nel caffè metto zucchero e latte
normalmente
Ho fatto un sogno, anzi tre
Un sequel, praticamente
la casa spalanca le sue stanze
e scendo, prudentemente
Ho fatto un sogno.
Anzi tre, fortunatamente
Ho messo gli occhiali da vista
Leggo tutto, Inavvertitamente
Nel caffè metto zucchero e latte
normalmente
ho bisogno di attenzione, ma enach’io so dire di quale tipo di attenzione. ho bisogno che qualcuno mi sorvegli: che non faccia qualche sbadataggine, che non commetta qualche atto di improvvida dimenticanza e che non smarrisca la via. la smarrisco sempre, non appena ne intravedo una. sogno di scrivere parole su un cartone. le mie scritture oniriche sono quasi sempre a un passo dall’analfabetismo: caratteri cubitali con mano incerta e pennarellone nero. e scrivo cose che sono come un flagello: continuità, attenzione etc etc. non significano niente. vagano. quasi niente significa qualcosa. le cose hanno un significato solo se decido di accudirle un attimo, di sedermici accanto prima di svenire. e invece le parole compaiono e io svengo. mi ricordo di quando andavo lì dentro e il compito era leggere le favole. mi sono rotta il cazzo di molte cose. dei miei cinque righi scritti che mi fanno una gran pena e di me che continuo a sbattere di qui e di là. poi ho anche pensato, ma non avevi detto che avresti provato a smettere di scrivere? si dicono tante cose e in effetti questa è l’univa volta in cui mi sono data retta.